2026 – NEWSLETTER | Giorno della Memoria della Shoah
27 GENNAIO 2026
GIORNO della MEMORIA della SHOAH
(Legge n. 211 del 20 luglio 2000)
La Repubblica Italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ‘Giorno della Memoria’, al fine di ricordare la Shoah (parola ebraica che indica lo sterminio perpetrato in Europa dalle dittature nazifasciste), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Presentazione
La legge 211 del 2001 istituisce il Giorno della Memoria della Shoah il 27 gennaio, nella data dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. (Oggi, il luogo nella Polonia meridionale è chiamato oggi Oświęcim,). Fu presentata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (U.C.E.I) durante la presidenza del prof. Amos Luzzatto, di Venezia, che ci aveva introdotto alla conoscenza dell’ebraismo. A lui e all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane siamo riconoscenti per aver tenuto insieme gli italiani ebrei con tutti gli altri che subirono la stessa sorte, e aver favorito la possibilità di restare insieme in questa ricorrenza.
L’azione del “ricordare” precisa il “mettere al centro del cuore” l’evento della Shoah per restare uomini e donne di coscienza: liberi e determinati a reagire al male con tutto l’impegno possibile, nelle diverse circostanze. Scegliere la vita per sé e per gli altri tiene insieme mente e cuore, ragione e sentimento.
La data del 27 gennaio che ricordiamo indica il periodo della persecuzione dal 1938 – anno di promulgazione delle Leggi antiebraiche, precedute dal discorso di Mussolini a Trieste – al 1941, e il periodo dell’ annientamento dal 1941 al 1945, le cui conseguenze nefaste pesano in tutta la storia del Novecento in Europa.
Proposta di Lettura tratta da Etty Hillesum
“Diario 1941 – 1943” – Adelphi Edizioni, Milano 1985
Il diario è uno strumento utile a conservare la memoria del nostro sentire più profondo nei confronti dei fatti che ci accadono. Aumenta lo spazio interiore della riflessione e dà una data e un luogo ai nostri pensieri. È una modalità per condividere con altri i propri sentimenti.
Etty è una giovane donna di origine ebrea-olandese che decise di scrivere un diario tra il 1941 e il 1943. Pur vivendo l’esperienza del male assoluto, resta in totale disponibilità verso la vita. Etty venne uccisa a 29 anni nel campo di sterminio di Auschwitz. Il suo diario verrà pubblicato 40 anni dopo la sua morte.
Alcuni pensieri per la riflessione
“Ciò che qualifica la vita di ciascuno è l’atteggiamento interiore verso i fatti che accadono”. p. 101
“Soltanto qualche giorno fa pensavo che il peggio sarebbe venuto quando non mi sarebbe stato concesso di tenere matita e carta per chiarirmi le idee”. (p. 152)
“Lo so, accetto questa nuova certezza, vogliono il nostro totale annientamento; perciò, dobbiamo pregare di tutto cuore che succeda qualcosa di buono, finché conserviamo la disposizione verso qualcosa di buono”. p.157
“… se il dolore ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti, in una forma o nell’altra. Quel che conta è il modo con cui lo si sopporta, e se si è in grado di integralo nella propria vita e, insieme, di accettare ugualmente la vita”. P. 137, … importante è come si porta, si sopporta, e si risolve il dolore e se si riesce a mantenere intatto un pezzetto della propria anima”. p. 161.
“Ieri mi sono precipitate addosso molte cose, tuttavia questa mia pace interiore mi viene forse dalla consapevolezza che il mio cuore non si inaridisce per l’amarezza”. p.164 “
“Si vorrebbe essere balsamo per molte ferite”. p 239 …. “questo pensiero per me ha un significato particolare e mi ha coinvolta.
Cosa posso fare per questo?”

